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Casi d’uso 2.0

Ivar Jacobson, ideatore dei casi d’uso, ha pubblicato una presentazione di “Use Cases 2.0” (è richiesta una registrazione per scaricarla).

L’elemento più interessante è il concetto di “use case slice” (fetta di caso d’uso).

La “use case slice” corrisponde ad un insieme di scenari e di relativi casi di test da implementare in modo incrementale. Solo alcuni tra i possibili percorsi all’interno del caso d’uso, non tutti.

A volte può anche essere opportuno rilasciare la “slice” prima che l’intero caso d’uso sia completato, in quanto rappresenta già da sola un elemento di valore per gli utenti del sistema. In questo modo lo sviluppo di “slice” successive si coniuga efficacemente con gli approcci iterativi e incrementali.

UML e SysML – interoperabilità strumenti

Acquisire in uno strumento UML o SysML dei modelli creati con un altro strumento. Esigenza molto comune, per proteggere gli investimenti di modellazione precenenti nel momento in cui si decide di passare ad uno strumento diverso.

L’interoperabilità tra strumenti UML è stata possibile fin dalla partenza di UML, grazie allo standard di interscambio XMI (XML Model Interchange). Solo che il livello di interoperabilità era spesso poco soddisfacente.

Nel 2009 si è costituito, nell’ambito dell’Object Management Group (OMG), il Model Interchange Working Group (MIWG), che ha l’obiettivo di migliorare il livello di interscambio tra strumenti UML/SysML.
Ne fanno parte questi produttori (tra parentesi i relativi prodotti):

  • Atego (Artisan Studio)
  • IBM (Rational Software Architect)
  • Sodio (IBM Rhapsody)
  • NoMagic (MagicDraw)
  • Softeam (Modelio)
  • Sparx Systems (Enterprise Architect)

Il gruppo ha comunicato i risultati dei propri lavori, che dimostrano un significativo miglioramento del livello di interscambio tra i prodotti usati nello studio.