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Quale metodo per l’Internet of Things?

Quale metodo per l’Internet of Things (IoT)? Come condurre i progetti?

In un articolo in Communications of the ACM, novembre 2017,
Is There a Single Method for the Internet of Things? , Ivar Jacobson e colleghi si pongono la domanda e individuano due metodi: Ignite e IoT Methodology.

Ma servono davvero metodi nuovi? Secondo gli autori, anche i metodi per lo sviluppo di soluzioni IoT devono integrarsi nel framework Essence da loro definito (l’evoluzione di Semat, fatta propria dall’Object Management Group).

In questo modo lo sviluppo di soluzioni IoT può essere confrontato con quello di altre tipologie di sistemi e sfruttare le pratiche che si sono dimostrate utili in altri settori, evitando di ripartire da zero (e dover reinventare la ruota).

Lo scopo di Essence-Semat, come affermano gli autori, è infatti quello di definire un terreno comune con cui poter mettere a confronto metodi diversi, per enuclearne le pratiche  che possono adattarsi nel modo migliore alle esigenze di ogni specifico ambito.

Internet of Things e lo sviluppo continuo

Internet of Things, con infiniti apparati in grado di comunicare tra loro, comporta tra l’altro l’obbligo di tenere sotto controllo un numero di API (Application Programming Interface, cioè i protocolli per usare servizi software) molto elevato, e la necessità di allineare costantemente il software: sviluppo continuo, o più semplicemente, come afferma Andrew Binstock su Dr. Dobb’s, la nuova faccia della manutenzione, “The New Maintenance Reality“.