Scrivere con l’aiuto dell’AI? Dipende da cosa si vuole

Scrivere con l’aiuto dell’AI è comodo, veloce, ci permette di non pensare troppo. E questo è il punto.

A volte dobbiamo produrre un documento poco importante. Poco importante in assoluto, o poco importante per noi. In questi casi l’AI è utile.

Altre volte dobbiamo o vogliamo scrivere un testo – anche se minimo, un email, un messaggio – che ci importa, che ci interessa, che vogliamo esprima il nostro pensiero.

Anzi. A volte (spesso) è proprio scrivendo che il nostro pensiero si forma, proprio mentre cerchiamo di trovare le parole per esprimerlo. Addirittura, per molti, è l’atto fisico di scrivere su carta che contribuisce a ragionare, ancora meglio che digitando su una tastiera.

Delegare la scrittura all’AI, se quello che vogliamo scrivere ci interessa, può significare delegare il pensiero, il ragionamento. Verrà fuori un testo pulito – l’AI compone testi corretti nella grammatica e nella sintassi – ma certamente meno personale di quello che avremmo scritto noi.

Un articolo di Mike Elgan su Computerworld mette anche in guardia su qualche rischio aggiuntivo: “How AI is changing your mind“: https://www.computerworld.com/article/4144537/how-ai-is-changing-your-mind.html

Comunque l’AI c’è, e scrivere con l’AI può essere comodo e utile, soprattutto quando dobbiamo produrre un documento poco importante per noi. Ma quando la usiamo conviene usarla bene, e controllare i risultati che ha prodotto prima di pubblicarli come nostri.

È quello che insegno nei miei due corsi sull’AI:

“Prompt Engineering – usare al meglio l’AI generativa”, è rivolto a chiunque la usi, e illustra i pattern più utili per sfruttarla in modo efficace – https://corsi.analisi-disegno.com/corsi/corso-prompt-engineering/

“AI per analisti IT” è invece il corso specifico per l’uso dell’AI da parte di chi sviluppa sistemi software – https://corsi.analisi-disegno.com/corsi/ai-per-analisti-it/