Quali limiti per l’outsourcing

Nell’era della conoscenza bisogna saper distinguere tra la conoscenza vitale e quella di supporto. Vitale è la conoscenza dei processi operativi specifici e fondamentali dell’organizzazione; di supporto è la conoscenza che riguarda processi comuni a tutti i settori di attività (come ad esempio la gestione amministrativa o la gestione del personale).

Ora, la conoscenza nelle organizzazioni è in gran parte incorporata nel software. Usare pacchetti applicativi standard per gestire i processi operativi comuni, cioè la conoscenza di supporto, comporta vantaggi indubbi sia in termini di costo che di semplificazione. Ma esternalizzare lo sviluppo dei sistemi software che incorporano la conoscenza vitale è rischioso:

“Questa forma di outsourcing significa abdicare al compito di accrescere e rendere operativa la conoscenza vitale del proprio business. A fronte delle sfide crescenti di complessità, tecnologia, tempistica di mercato, e della percezione che sia difficile assumere personale con le giuste competenze, queste aziende gettano la spugna.

Ciò sembra accadere soprattutto nelle organizzazioni grandi e gerarchiche, dove i fattori determinanti sono costi e ricavi, ma non si è capito cosa significano i sistemi per un’economia basata sulla conoscenza.

Triste, e pericoloso. Nella ricerca di una soluzione ‘low-cost’, e di ridurre la complessità della gestione per i manager, queste aziende possono perdere le proprie risorse strategiche e il proprio futuro”.

Phillip G. Armour, “Owning and Using“, in Communications of the ACM, June 2014.

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